Questi sono i manghi che crescono a casa mia, a Cuba.
Non da mercato.
Non da esportazione.
Di casa.
Da noi il mango non è disponibile tutto l’anno.
Si mangia tre mesi.
E basta.
Ed è proprio per questo che il mango, per noi, è una cosa seria.
Il mango a Cuba: prima del frutto
A Cuba il mango non è un prodotto.
È un evento stagionale.
Quando arriva:
-
lo sai
-
lo senti
-
lo vedi
Gli alberi si caricano all’improvviso.
I rami cedono.
Il terreno si riempie.
Non si anticipa.
Non si forza.
Si aspetta.
Perché solo tre mesi (e perché va bene così)
Il mango cresce quando:
-
il clima lo permette
-
la pianta è pronta
-
il tempo fa il suo lavoro
Mangiarlo fuori stagione non ha senso.
Non è nostalgia.
È logica agricola.
Tre mesi bastano per:
-
mangiarlo crudo
-
maturo
-
verde
-
con sale
-
con agrio
-
fino a non volerne più
Poi si smette.
E si ricomincia l’anno dopo.
Proprietà organolettiche (quelle vere)
Il mango di casa non è standardizzato.
Ogni frutto è diverso.
Acerbo
-
verde
-
compatto
-
acido
-
vegetale
Si mangia con sale, limone, peperoncino.
Stimola. Sveglia.
Maturo
-
profumo intenso
-
polpa morbida
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dolcezza piena
-
fibre presenti
Non è elegante.
È sincero.
Esperienza sensoriale
Mangiare mango a Cuba non è un gesto pulito.
-
cola
-
sporca
-
richiede mani
-
richiede tempo
È fisico.
È diretto.
Non si mangia distratti.
Si mangia presenti.
Il mango nella cultura quotidiana
Il mango:
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non si pesa
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non si seleziona per calibro
-
non si lucida
Cade dall’albero.
Si raccoglie.
Si mangia.
Quando ce n’è troppo:
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si regala
-
si scambia
-
si lascia davanti alle case
È abbondanza temporanea.
Non accumulabile.
Cucina senza trasformazione forzata
Il mango di casa:
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non si maschera
-
non si corregge
Si accetta com’è:
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troppo dolce
-
troppo acido
-
troppo fibroso
Fa parte del gioco.
Tradizione senza romanticismo
Dire che “il mango è importante” è riduttivo.
È radicato.
Perché insegna una cosa semplice:
non tutto è sempre disponibile,
e proprio per questo
ha valore.
Chiusura
A Cuba il mango si mangia tre mesi l’anno.
E nessuno si lamenta.
Si aspetta.
Si gode.
Si smette.
Il mango non è nostalgia.
È stagione.
E quando arriva,
si prende sul serio.
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