Mango di casa: stagione, attesa

Pubblicato il 2 gennaio 2026 alle ore 16:11

Questi sono i manghi che crescono a casa mia, a Cuba.
Non da mercato.
Non da esportazione.
Di casa.

Da noi il mango non è disponibile tutto l’anno.
Si mangia tre mesi.
E basta.

Ed è proprio per questo che il mango, per noi, è una cosa seria.


Il mango a Cuba: prima del frutto

A Cuba il mango non è un prodotto.
È un evento stagionale.

Quando arriva:

  • lo sai

  • lo senti

  • lo vedi

Gli alberi si caricano all’improvviso.
I rami cedono.
Il terreno si riempie.

Non si anticipa.
Non si forza.
Si aspetta.


Perché solo tre mesi (e perché va bene così)

Il mango cresce quando:

  • il clima lo permette

  • la pianta è pronta

  • il tempo fa il suo lavoro

Mangiarlo fuori stagione non ha senso.
Non è nostalgia.
È logica agricola.

Tre mesi bastano per:

  • mangiarlo crudo

  • maturo

  • verde

  • con sale

  • con agrio

  • fino a non volerne più

Poi si smette.
E si ricomincia l’anno dopo.


Proprietà organolettiche (quelle vere)

Il mango di casa non è standardizzato.
Ogni frutto è diverso.

Acerbo

  • verde

  • compatto

  • acido

  • vegetale

Si mangia con sale, limone, peperoncino.
Stimola. Sveglia.

Maturo

  • profumo intenso

  • polpa morbida

  • dolcezza piena

  • fibre presenti

Non è elegante.
È sincero.


Esperienza sensoriale

Mangiare mango a Cuba non è un gesto pulito.

  • cola

  • sporca

  • richiede mani

  • richiede tempo

È fisico.
È diretto.

Non si mangia distratti.
Si mangia presenti.


Il mango nella cultura quotidiana

Il mango:

  • non si pesa

  • non si seleziona per calibro

  • non si lucida

Cade dall’albero.
Si raccoglie.
Si mangia.

Quando ce n’è troppo:

  • si regala

  • si scambia

  • si lascia davanti alle case

È abbondanza temporanea.
Non accumulabile.


Cucina senza trasformazione forzata

Il mango di casa:

  • non si maschera

  • non si corregge

Si accetta com’è:

  • troppo dolce

  • troppo acido

  • troppo fibroso

Fa parte del gioco.


Tradizione senza romanticismo

Dire che “il mango è importante” è riduttivo.
È radicato.

Perché insegna una cosa semplice:
non tutto è sempre disponibile,
e proprio per questo
ha valore.


Chiusura

A Cuba il mango si mangia tre mesi l’anno.
E nessuno si lamenta.

Si aspetta.
Si gode.
Si smette.

Il mango non è nostalgia.
È stagione.

E quando arriva,
si prende sul serio.

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